{"id":517,"date":"2021-05-27T10:14:56","date_gmt":"2021-05-27T08:14:56","guid":{"rendered":"https:\/\/southofimagination.org\/conversation\/from-private-to-public-adrian-paci-and-art-house-2021\/"},"modified":"2021-08-05T15:15:06","modified_gmt":"2021-08-05T13:15:06","slug":"from-private-to-public-adrian-paci-and-art-house-2021","status":"publish","type":"conversation","link":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/conversation\/from-private-to-public-adrian-paci-and-art-house-2021\/","title":{"rendered":"Dal privato al pubblico: Adrian Paci e Art House"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella prima conversazione della serie, l\u2019artista Adrian Paci parla della sua esperienza rispetto alla fondazione di Art House a Shkod\u00ebr, Albania \u2013 uno spazio transdisciplinare dove convergono esperienze diverse per discutere il ruolo dell\u2019arte nella contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Valerio Rocco Orlando<\/strong>: Ricordo che anni fa, quando eravamo insieme a Seoul, mi hai raccontato della scelta di recuperare la casa di famiglia nella tua citt\u00e0 natale per offrire un\u2019opportunit\u00e0 di confronto alle nuove generazioni di artisti albanesi. Vuoi fare qualche passo indietro e ricordare quale \u00e8 stata la tua motivazione quando hai deciso di fondare Art House?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Adrian Paci<\/strong>: Credo che le motivazioni siano molteplici. Identificarne solo una \u00e8 troppo poco per racchiudere un\u2019esperienza cos\u00ec lunga e articolata. Mantenere qualcosa in vita per un lungo periodo richiede diverse motivazioni. L\u2019idea di fondare Art House non \u00e8 nata soltanto per dare un\u2019opportunit\u00e0 alle nuove generazioni, perch\u00e9 se fosse nata cos\u00ec ci sarebbe stato un problema. Considerare&nbsp;quello che puoi offrire come un\u2019opportunit\u00e0 per gli altri ti mette in una condizione di superiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentalmente ho fondato Art House in Albania perch\u00e9 volevo mantenere delle relazioni. Me ne sono andato nel 1997, in un momento particolarmente drammatico, e mi sono staccato dal contesto albanese. Ero gi\u00e0 venuto in Italia varie volte \u2013 mi figlia \u00e8 nata in Italia \u2013 ma nel 1997 c\u2019\u00e8 stato un vero e proprio distacco, e questa cosa mi ha pesato, perch\u00e9 sono stato costretto a fare questa scelta. A partire dal 2005 ho cercato di riattivare un rapporto con il contesto dal quale venivo. Quindi possiamo dire che la prima motivazione sia stata il mio desiderio di ritornare in Albania. Inoltre, casa mia era nel centro di Shkod\u00ebr, una casa costruita male da mio padre e dai miei zii, una casa che aveva bisogno di continue riparazioni. Sono cresciuto in questa casa che era sempre in riparazione, con mia madre che si dava sempre da fare a contattare muratori per sistemare piccole cose. Quindi forse una delle motivazioni principali, in fondo, era quella di vedere la mia casa di famiglia finita. Un altro aspetto, sempre legato al contesto in cui abitavo, era questo processo iniziato a met\u00e0 degli anni 2000 che sia Albania, sia nel mio quartiere, ha visto le case, le villette, lasciare spazio alla costruzione di palazzi che hanno preso il posto di queste abitazioni \u2013 incentivando i proprietari delle case a cedere i terreni in cambio di appartamenti nuovi. Questo processo, che ha stravolto l\u2019area sia dal punto di vista dei volumi architettonici ma anche delle relazioni, era accompagnato da situazioni violente, una violenza e un\u2019impotenza da parte di chi subiva questo processo di urbanizzazione, e appunto la violenza di chi esercitava una forma di esproprio, e io volevo inserirmi in questa logica. La soluzione a cui ho pensato \u00e8 stata semplicemente quella di fare qualcosa di nuovo. La casa era messa male, aveva bisogno di un grosso intervento di ristrutturazione, e avrei potuto cederla per fare spazio alla costruzione di un palazzo nuovo, ma non volevo cedere. Ho deciso di fare qualcosa di radicale, e ho abbattuto la vecchia casa, e insieme a un mio amico architetto di Milano, Filippo Taidelli, abbiamo pensato a un progetto. Ovviamente non era mia intenzione costruire una villetta per le vacanze, e l\u00ec e nata l\u2019idea di dare a questo spazio un uso diverso. In questa stratificazione di motivazioni possiamo anche parlare del fatto che mio padre \u00e8 un\u2019artista, ha lasciato tanti lavori \u2013 fra cui molti disegni \u2013 e non aveva nessun senso portarli con me in Italia; dovevo costruire uno spazio dove poter tenere questo materiale. Ho pensato che questa iniziativa potesse essere un gesto di resistenza alla devastazione urbana: grazie alla preservazione di alcuni elementi della vecchia casa, costruire un\u2019abitazione per permettermi di andarci regolarmente, ospitare i lavori di mio padre, e infine farla diventare un luogo in cui ospitare amici del mondo dell\u2019arte internazionale, e creare un dialogo con la scena locale, ovviamente con un focus specifico sui giovani artisti albanesi. Alla fine, la casa da luogo privato \u00e8 diventata un luogo pubblico, da una realt\u00e0 legata a un contesto locale \u00e8 diventata uno spazio di dialogo internazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1366\" src=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_5.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1072\" srcset=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_5.jpeg 2048w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_5-300x200.jpeg 300w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_5-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_5-768x512.jpeg 768w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_5-1536x1025.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><figcaption>Courtesy: Art House. Photo: Jetmir Idrizi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: Mi interessa molto questo slittamento dal privato al pubblico. South of Imagination mi sta portando a recuperare un\u2019immobile pubblico attraverso un\u2019impresa&nbsp;personale, che poi verr\u00e0 restituita al pubblico. A Matera nel tempo i contadini sono stati sfollati ma rimangono tracce di quel vissuto all\u2019interno del patrimonio culturale della citt\u00e0. La mia idea \u00e8 quella di riportare i ragazzi nel centro storico di Matera perch\u00e9 da molti anni ormai vivono quasi tutti in periferia. Per questo la dialettica di cui parli mi interessa, e quando arriver\u00f2 a Shkod\u00ebr avr\u00f2 la possibilit\u00e0 di osservare e comprenderne le dinamiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: La dimensione dialettica fra pubblico e privato \u00e8 molto interessante, racchiude per\u00f2 delle tensioni, ed \u00e8 un terreno scivoloso. Va continuamente messo in discussione e messo a fuoco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: \u00c8 proprio a partire da questo che vorrei capire come si \u00e8 sviluppata Art House negli anni, e quali sono gli obiettivi oggi di questa iniziativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: L\u2019obiettivo \u00e8 quello di continuare questo dialogo interno al progetto, ma senza creare modelli fissi o atrofizzare questa esperienza. Vorrei mantenere viva l\u2019urgenza da cui sono partito come una guida. Quando abbiamo inaugurato Art House con una mostra abbiamo anche organizzato un incontro, perch\u00e9 la mia intenzione \u00e8 sempre stata quella di costruire un luogo di dialogo, non solo uno spazio dove andare a vedere delle opere, ma approfondire la possibilit\u00e0 dell\u2019incontro con l\u2019artista per capire qualcosa in pi\u00f9 sulle opere stesse. Durante l\u2019inaugurazione c\u2019erano diverse centinaia di persone, ma il giorno seguente ne sono arrivate una quarantina \u2013 realmente interessate ad ascoltare e approfondire \u2013 e ho realizzato che quest\u2019ultima in effetti era la misura giusta con cui poter attivare questo dialogo. Per tutto il 2016 abbiamo organizzato una serie di incontri con curatori e artisti, poi abbiamo deciso di creare momenti dedicati a workshop, momenti di comunione che andassero oltre queste conferenze. Bisogna dire che gli ospiti invitati a queste conferenze non si limitavano a partecipare agli incontri programmati; essendo una piccola realt\u00e0 avevano la possibilit\u00e0 di fare studio visit, capire il contesto locale, la citt\u00e0, e prendere parte a cene, incontri informali con gli artisti e le personalit\u00e0 legate al territorio. I workshop ci hanno guidato verso la creazione di Art House School che \u00e8 stata un\u2019esperienza pi\u00f9 articolata, con artisti giovani ma consolidati che per un mese hanno condiviso la loro esperienza. Sono stati messi a contatto con artisti e curatori invitati, e ognuno degli ospiti ha avuto l\u2019occasione di fare una presentazione pubblica. A un certo punto c\u2019\u00e8 stata la necessit\u00e0 di uscire dal contesto della casa, come quando abbiamo portato una serie di film d\u2019artista fuori dalle mura dell\u2019abitazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1365\" src=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Stella-Karafili.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1070\" srcset=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Stella-Karafili.jpeg 2048w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Stella-Karafili-300x200.jpeg 300w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Stella-Karafili-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Stella-Karafili-768x512.jpeg 768w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Stella-Karafili-1536x1024.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><figcaption>Courtesy: Art House. Photo: Stella Karafili<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: Quindi oltre a un progetto espositivo negli anni la programmazione \u00e8 diventata una sorta di public program che \u00e8 complementare all\u2019offerta formativa delle istituzioni locali. \u00c8 quello il ruolo che hai cercato di ricoprire?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: Volevo offrire qualcosa di diverso, e volevo fare qualcosa al di fuori delle strutture istituzionali, offrendo un momento di scambio di sapere e di esperienza in un contesto informale. Io credo che ci sia sempre un attrito fra il sapere vivo e il sapere codificato, e che questo rapporto vada sempre mantenuto in tensione. A volte la scuola, le istituzioni, le strutture tendono ad atrofizzare il sapere, codificandolo e inserendolo all\u2019interno di logiche sterili. A me interessa questa dimensione del sapere vivo, un sapere che si produce nell\u2019esperienza, in una sorta di moto irregolare. Questo forse \u00e8 dovuto al fatto che anche io sono figlio di un processo di apprendimento un po\u2019 caotico. Ho studiato all\u2019interno del sistema accademico in Albania che mi ha dato dei punti di riferimento, ma che allo stesso tempo mi ha portato ad abbandonarli, e tutti gli altri tipi di conoscenza li ho dovuti apprendere in maniera non organizzata. A questo proposito va detto che esiste un rapporto fondato sul desiderio; fra chi vuole conoscere e il sapere stesso \u2013 che \u00e8 pi\u00f9 vivo rispetto alla dimensione strutturata codificata e organizzata dell\u2019apprendimento. Art House ha voluto mantenere un rapporto fondato sulla casa, sull\u2019amicizia, sugli incontri che si svolgono intorno al tavolo da pranzo, camminando, esplorando luoghi: questo \u00e8 quello ha caratterizzato l\u2019esperienza di Art House. Un altro esempio \u00e8 la serie di pubblicazioni che abbiamo iniziato a produrre l\u2019anno scorso durante la pandemia, attraverso il quale ci siamo dedicati alla traduzione in Albanese di diversi volumi. Questo aspetto \u00e8 emblematico del nostro approccio: cercare quello che manca, riempire gli spazi, e non ripetere cose gi\u00e0 fatte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: Rispondere alle esigenze del territorio e alle domande del contesto socio-politico\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: Le esigenze del territorio sono fondamentali, e abbiamo capito che non sono solo legate a una realt\u00e0 territoriale specifica, ma vanno oltre. Anche questa conversazione fra di noi, che parte dalla necessit\u00e0 di lanciare un\u2019iniziativa in Basilicata, ha in realt\u00e0 una risonanza pi\u00f9 ampia, non strettamente legata a quel territorio, come anche il discorso intorno alle pratiche artistiche che necessitano una dimensione pi\u00f9 intima, pi\u00f9 radicata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: Credo che sia stimolante la scelta di fondare un\u2019iniziativa di questo tipo in un territorio decentralizzato, forzando le relazioni fra le istituzioni e il sistema dell\u2019arte, che invece opera nei grandi centri urbani.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: L\u2019ho fatto proprio perch\u00e9 sono convinto che questa esperienza sia qualcosa che manca ai miei interlocutori, e in un certo senso \u00e8 qualcosa che manca anche a me. Non \u00e8 soltanto un progetto in cui si vuole elemosinare un\u2019occasione a qualcuno che ne ha bisogno, ma \u00e8 un\u2019offerta trasversale di esperienze e momenti di riflessione per persone e istituzioni consolidate anche all\u2019interno del sistema dell\u2019arte. Dunque, questa operazione non \u00e8 soltanto un trasferimento di qualcosa dai grandi sistemi del centro verso la periferia, ma \u00e8 il tentativo di creare un nuovo territorio di scambio. \u00c8 nella logica stessa di questo movimento che viene messa in discussione la relazione fra centro e periferia, cos\u00ec come quella fra la dimensione privata e la dimensione pubblica. Non \u00e8 un\u2019esortazione a spostarsi dal centro verso la periferia, ma piuttosto un modo per sottolineare cosa significhi vivere questa tensione fondamentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: Sentendoci spesso in questi mesi mi \u00e8 sembrato di capire che passi molto pi\u00f9 tempo in Albania rispetto al passato. Qual \u00e8 la relazione fra le attivit\u00e0 di Art House, la tua pratica artistica, e la tua esperienza come educatore?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: Sicuramente questi tre aspetti producono un\u2019influenza reciproca, ma non in modo sistematico o meditato; quando ho concepito Art House non l\u2019ho pensata come un\u2019opera d\u2019arte, ma come un progetto al servizio dell\u2019arte, per metterla in discussione. Io credo che l\u2019arte succeda, e non si tratti di un oggetto che esiste in quanto tale. Il meccanismo di far succedere l\u2019arte ha delle caratteristiche specifiche, mentre creare un meccanismo in cui l\u2019arte viene discussa dall\u2019interno e in maniera condivisa \u00e8 diverso. Ho ancora questa idea legata al processo artistico \u2013 e dell\u2019opera d\u2019arte \u2013 che nasce da un profondo coinvolgimento individuale, un\u2019individualit\u00e0 aperta, che entra in dialogo con il mondo, con le cose, con le immagini, con le storie, e anche con le persone. Si tratta di un\u2019ossessione personale che d\u00e0 forma a questi incontri con il mondo, che per\u00f2 vengono filtrati attraverso l\u2019individualit\u00e0. Art House non rientra in questo modello, ma \u00e8 pi\u00f9 vicina all\u2019idea di discutere l\u2019arte attraverso il dialogo fra pi\u00f9 individualit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: Qual \u00e8 la differenza rispetto alle tue classi della Nuova Accademia di Belle Arti?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: In accademia ho un orario, uno stipendio, e so che devo insegnare una materia, sapendo che ci sono altri professori che insegnano altre materie. Per esempio, i corsi di pittura e visual arts si svolgono all\u2019interno di una struttura regolata, mentre ad Art House \u00e8 diverso, si parte da domande diverse; non ci sono professori e studenti, ci sono solo partecipanti. Anche nei miei corsi in accademia cerco di mettere in discussione le istituzioni artistiche, ma Art House \u00e8 nata con uno spirito differente, e anche con una dimensione e numeri diversi. Art House poi, \u00e8 un\u2019iniziativa che si accende e si spegne a seconda delle necessit\u00e0 e delle occasioni, in maniera pi\u00f9 flessibile rispetto al calendario accademico. In questo modo \u2013 e la nostra conversazione di oggi ne \u00e8 un esempio \u2013 si possono creare delle occasioni senza dover necessariamente pianificare tutto, si innescano situazioni spontanee. Spesso mi scrivono persone che vogliono venire a Shkod\u00ebr per visitare Art House, e in questo modo possono incontrare un gruppo di ragazzi, bere qualcosa, scambiare due chiacchiere. L\u2019idea \u00e8 quella di non tenere tutto sotto controllo, che \u00e8 diverso da come concepisco e formalizzo le mie opere \u2013 anche se spesso si costituiscono attraverso il dialogo o l\u2019incontro con qualcosa di imprevedibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1366\" src=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_6.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1071\" srcset=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_6.jpeg 2048w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_6-300x200.jpeg 300w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_6-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_6-768x512.jpeg 768w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/\u00a9-Jetmir-Idrizi_6-1536x1025.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><figcaption>Courtesy: Art House. Photo: Jetmir Idrizi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>VRO<\/strong>: L\u2019incontro affrontato con spontaneit\u00e0 sfugge al controllo, non si sa mai dove ti porta. Sono davvero felice di andare in Albania. Credo sia un vero e proprio atto di resistenza viaggiare per incontrare gli studenti oggi, dopo un periodo cos\u00ec difficile di didattica a distanza. Hai qualche consiglio da darmi prima di questo viaggio?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AP<\/strong>: Credo che sia importante il fatto che tu stia andando a incontrare studenti che non si occupano di arte. \u00c8 una cosa molto difficile perch\u00e9 ad Art House solitamente ci vengono a trovare persone e studenti che sono quasi esclusivamente interessati alle pratiche artistiche. Aprire questa dimensione di ricerca e dialogo con realt\u00e0 che sono curiose rispetto al mondo dell\u2019arte, ma non per forza costitute da giovani artisti, credo che sia un aspetto molto interessante del tuo progetto. A Shkod\u00ebr le persone vivono una realt\u00e0 cruda, e bisogna capire come porre le domande giuste, sollevando istanze che abbiano una connessione con la profondit\u00e0 del contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Giugno 2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella prima conversazione della serie, l\u2019artista Adrian Paci parla della sua esperienza rispetto alla fondazione di Art House a Shkod\u00ebr, Albania \u2013 uno spazio transdisciplinare dove convergono esperienze diverse per discutere il ruolo dell\u2019arte nella contemporaneit\u00e0. Valerio Rocco Orlando: Ricordo che anni fa, quando eravamo insieme a Seoul, mi hai raccontato della scelta di recuperare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"template":"","categories":[],"tags":[15,16,17,18,19],"class_list":["post-517","conversation","type-conversation","status-publish","hentry","tag-commons-it","tag-education-it","tag-heritage-it","tag-new-generation-it","tag-research-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/conversation\/517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/conversation"}],"about":[{"href":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/conversation"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}