{"id":1246,"date":"2021-05-25T12:40:51","date_gmt":"2021-05-25T10:40:51","guid":{"rendered":"https:\/\/southofimagination.org\/?post_type=conversation&#038;p=1246"},"modified":"2021-09-20T18:10:03","modified_gmt":"2021-09-20T16:10:03","slug":"horizontal-thinking-in-art-education-miroslaw-balka","status":"publish","type":"conversation","link":"https:\/\/southofimagination.org\/it\/conversation\/horizontal-thinking-in-art-education-miroslaw-balka\/","title":{"rendered":"Pensiero orizzontale nell\u2019educazione artistica: Miroslaw Balka"},"content":{"rendered":"\n<p>In questa conversazione Valerio Rocco Orlando e Miroslaw Balka (artista e fondatore di PDP-Studio of Spatial Activities) riflettono sulle loro esperienze nello sviluppo di istituzioni indipendenti. Parlando di modelli educativi, questioni sociali, istituzionali ed estetiche, discutono su cosa significhi essere un educatore in tempi cos\u00ec difficili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Valerio Rocco Orlando:<\/strong> Possiamo cominciare parlando di come \u00e8 iniziata la tua esperienza con lo Studio of Spatial Activities?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Miroslaw Balka:<\/strong> \u00c8 una lunga storia, non so se hai abbastanza nastro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> Vediamo dove arriviamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> Tutto \u00e8 iniziato quando ho lasciato l\u2019Accademia d\u2019Arte nel 1985\u00ad\u00ad \u00ad\u00ad\u2013 ricorda che ho vent\u2019anni pi\u00f9 di te \u00ad\u00ad\u2013 ho perso il contatto e non ero pi\u00f9 molto coinvolto poich\u00e9 avevo finito il mio percorso e dovevo andare per la mia strada. Sai, non avevo mai pensato all\u2019insegnamento. Ad ogni modo, nel 2003 il mio amico Piotr Kurka, un\u2019artista polacco, mi ha chiesto se fossi disponibile a organizzare un <em>guest studio project<\/em> all\u2019accademia di belle arti di Pozna\u0144 per un anno. All\u2019inizio andavo a Pozna\u0144 una volta alla settimana per gli incontri, avevo un gruppo di sei allievi perch\u00e9 non ero cos\u00ec conosciuto tra il corpo studentesco \u00ad\u00ad\u2013 direi per il fatto che molte delle mie mostre fino ad allora erano state organizzate all\u2019estero. Cos\u00ec ho lavorato con questo piccolo gruppo di studenti che mi ha permesso condizioni di insegnamento davvero favorevoli. A un certo punto, verso la fine dell\u2019anno, la maggior parte degli studenti mi ha chiesto di restare e insegnare. Mi sentivo responsabile \u00ad\u00ad\u2013 e inoltre non riuscivo ad essere l\u00ec tutto il tempo \u00ad\u00ad\u2013 cos\u00ec ho pensato che avrei dovuto portare a termine la missione e accettare di restare un altro anno, sai, per portare avanti il programma. In quel momento non sapevo quale sarebbe stato il programma, sentivo che avrebbe dovuto essere qualcosa relativo alla scultura ma era difficile avere una visione chiara di cosa significasse insegnarla all\u2019epoca, nel 2003-2004. Dopo questo programma di un anno ho dovuto cambiare facolt\u00e0 perch\u00e9 a un certo punto ho dovuto spiegare agli altri professori cosa pensassi del loro metodo di insegnamento, e non hanno voluto che restassi alla facolt\u00e0 di scultura visto che non condividevo il loro concetto di educazione, che era molto na\u00efve.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><strong>VRO:<\/strong> <\/strong>Cosa intendi per \u201cmolto na\u00efve\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> Voglio dire tradizionale, intendo concepire la figura umana nuda come principale punto di partenza per ogni pensiero critico, o privilegiare come materiale l\u2019argilla \u2013 e magari avevano anche ragione. Secondo me era un po\u2019 all\u2019antica, oserei dire, visto che all\u2019epoca lavoravo in modo diverso e sicuramente non usavo l\u2019argilla, Cos\u00ec mi sono trovato in un momento di cambiamenti e ho iniziato a spostarmi, prima alla facolt\u00e0 di comunicazione, un altro anno alla facolt\u00e0 di educazione artistica e cos\u00ec via. Io mi spostavo e allo stesso tempo il programma cambiava, ma lentamente il gruppo \u00e8 cresciuto fino a dieci, quindici studenti. Il momento decisivo \u00e8 stato l\u2019anno in cui non avevo formalmente lo studio come luogo di lavoro, cos\u00ec decisi di affittare un appartamento a Pozna\u0144. Aveva cinque stanze e lo usavo per le riunioni, come spazio educativo e anche come spazio espositivo. Al tempo non era per nulla comune ospitare mostre in un\u2019abitazione privata, per cui questo \u00e8 stato un passo piuttosto importante per capire che avere uno studio il pi\u00f9 lontano possibile dall\u2019edificio accademico principale \u00e8 senza dubbio una cosa positiva. Ho capito cos\u00ec che l\u2019insegnamento migliore avviene al di fuori delle mura dell\u2019accademia. Abbiamo sviluppato moltissimi progetti interessanti, a poco a poco il gruppo di studenti \u00e8 cresciuto sempre di pi\u00f9 e abbiamo iniziato anche qualcosa che al tempo non era ancora conosciuto: realizzare progetti direttamente nella citt\u00e0, sfruttando luoghi diversi e non convenzionali, come vicoli o angoli delle strade.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1500\" height=\"1003\" src=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1249\" srcset=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_01.jpg 1500w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_01-300x201.jpg 300w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_01-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_01-768x514.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><figcaption><strong>Courtesy: PDP Miroslaw Balka Studio of Spatial Activities<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> Una sorta di en plein air?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> Non proprio en plein air, ma pi\u00f9 una ricerca di punti di riferimento della citt\u00e0: elementi architettonici, piazze, negozi, alimentari, librerie, insomma vari contesti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> Questo quando \u00e8 stato?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> Tra il 2005 e il 2008.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> Sempre a Pozna\u0144?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> S\u00ec, tutto questo era ancora a Pozna\u0144. A quel punto del 2009 stavo lavorando al progetto per la Turbine Hall della Tate Modern a Londra, e questo ha avuto una risonanza molto forte sul programma. Quando sono tornato nel novembre del 2009 sessanta persone si erano unite allo studio a Pozna\u0144. Ognuno firmava per fare parte dello studio e io non sapevo come lavorare con cos\u00ec tanti studenti, allora ho deciso di suddividerli e creare gruppi di lavoro, e alla fine ho scelto di ripartirli in dieci gruppi da sei persone. \u00c8 stata una decisione importante ed \u00e8 diventata un fattore strategico del mio metodo educativo perch\u00e9 ho potuto iniziare a pensare a come costruire squadre all\u2019interno del framework dello studio, e sviluppare per gli studenti opportunit\u00e0 di lavorare tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> Lasciavi che fossero gli studenti a scegliere come formare i gruppi? O quali erano i criteri?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> In realt\u00e0 una specie di lotteria! Quindi \u00e8 stata un\u2019altra tipologia di esperienza che ho acquisito, un altro genere di conoscenza in un nuovo campo di insegnamento. All\u2019inizio era un\u2019attivit\u00e0 lontana dagli spazi universitari, quasi privata, perch\u00e9 non ero coinvolto nella rete dell\u2019accademia e non avevo nessun titolo in quel momento, non avevo conseguito il dottorato di ricerca n\u00e9 ero professore, ero solo un diplomato dell\u2019Accademia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> Eri un artista professionista.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> S\u00ec, e per me \u00e8 stato un passaggio molto interessante scoprire i metodi d\u2019insegnamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019anno successivo il numero di studenti \u00e8 diminuito, ho definito un sistema di esami per lo studio. La prova consisteva di fatto solo in una conversazione, eppure da sessanta studenti siamo scesi a trenta. Forse alcuni si sono un po\u2019 spaventati. A Pozna\u0144 abbiamo iniziato a collaborare con altre istituzioni, universit\u00e0 locali e anche un importante centro commerciale, e gli studenti lavoravano a progetti relativi a diversi contesti, spazi, e a diverse relazioni con le persone. Il 2009 potrebbe essere visto come il mio grande ritorno in Polonia, dopo il progetto alla Tate. Il mio lavoro iniziava a essere riconosciuto, quindi era facile usare il mio nome e la mia posizione nel mondo dell\u2019arte per far circolare quello dei miei studenti. Il 2009 \u00e8 stato anche l\u2019anno in cui abbiamo iniziato a dialogare e collaborare con diverse accademie in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2500\" height=\"1671\" src=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_03.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1251\" srcset=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_03.jpg 2500w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_03-300x201.jpg 300w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_03-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_03-768x513.jpg 768w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_03-1536x1027.jpg 1536w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_03-2048x1369.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2500px) 100vw, 2500px\" \/><figcaption><strong>Courtesy: PDP Miroslaw Balka Studio of Spatial Activities<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> \u00c8 in quel momento che hai spostato lo studio a Varsavia?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> S\u00ec, mi \u00e8 stato offerto un lavoro a Varsavia, alla facolt\u00e0 di media. Fare il pendolare iniziava a stancarmi, perch\u00e9 significava arrivare in stazione, avere a che fare con treni che sono spesso in ritardo e quindi doversi piantare davanti al tabellone ad aspettare \u00ad\u00ad\u2013 e in inverno non \u00e8 proprio un piacere. La cosa interessante di quando mi hanno offerto questa posizione \u00e8 stato quello che ho provato una volta che l\u2019ho ottenuta: sentivo di avere una responsabilit\u00e0 diversa. A Pozna\u0144 il mio lavoro era molto lontano dalla logica strutturale dell\u2019Accademia. Arrivavo, incontravo gli studenti, senza imbattermi in altri professori, facevo il mio lavoro e poi tornavo a Varsavia. Provavo sentimenti contrastanti per l\u2019Accademia di Varsavia, era la scuola dove mi ero diplomato. Ho deciso che l\u2019avrei riformata, che l\u2019avrei resa pi\u00f9 aperta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho iniziato a insegnare l\u00ec, ho avviato un programma in collaborazione con il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, chiamato Open Academy. Con il supporto del museo riuscivamo a invitare artisti e storici dell\u2019arte, per conferenze, workshop e cos\u00ec via. L\u2019accademia a quel tempo per\u00f2 non era affatto preparata per questo tipo di esperienza, perch\u00e9 era una novit\u00e0, era \u201ctroppo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VRO:<\/strong> So cosa vuoi dire. Lo vivo anche io nella mia carriera professionale come educatore all\u2019Accademia di Belle Arti, e in parte \u00e8 il motivo per cui ho deciso di creare South of Imagination.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MB:<\/strong> Io e un altro professore eravamo gli unici agli incontri, insieme a venti, forse trenta studenti. Non ci siamo dati per vinti, ma abbiamo capito che l\u2019Accademia non era pronta per questo tipo di programma che portava novit\u00e0 in termini di strategie educative. Mi sono reso conto che l\u2019Accademia \u00e8 ancora piuttosto ingessata per quanto riguarda le modalit\u00e0 di insegnamento: sono ancora molto tradizionali e perpetuano una forma di relazione servo-padrone. Ma l\u2019Accademia \u00e8 fatta cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_04-1-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1253\" srcset=\"https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_04-1-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_04-1-300x201.jpg 300w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_04-1-768x513.jpg 768w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_04-1-1536x1027.jpg 1536w, https:\/\/southofimagination.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/HERE_PDP_04-1-2048x1369.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><strong>Courtesy: PDP Miroslaw Balka Studio of Spatial Activities<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A poco a poco ho capito che non potevo cambiare l\u2019Accademia, non potevo cambiare la facolt\u00e0. Quello che potevo fare invece era lavorare sodo e trasformare gli studenti all\u2019interno del programma dello studio. A Varsavia ci lavoriamo da pi\u00f9 di dieci anni. Stiamo cercando di cambiare un po\u2019 le cose, di introdurre valori diversi nel modello educativo, come incentivare il pensiero orizzontale anzich\u00e9 imporre una scala gerarchica. Noi non insegniamo secondo la relazione un artista-uno studente. Guardiamo invece al gruppo, e parliamo di gruppi perch\u00e9 credo che un artista non sia solo un lupo solitario. Nella nostra epoca in particolare dovremmo ricercare un sistema di comunicazione tra artisti, critici, storici, e curatori. Dovremmo puntare a sviluppare un canale collettivo di comunicazione, non concentrandoci sui bisogni individuali, ma lavorando con i gruppi e creando opportunit\u00e0 di incontro e dialogo. E, a dirla tutta, questo nell\u2019ultimo anno \u00e8 diventato un po\u2019 complicato per via dell\u2019 insegnamento a distanza, che sicuramente non porta con s\u00e9 la stessa energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Settembre 2021<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa conversazione Valerio Rocco Orlando e Miroslaw Balka (artista e fondatore di PDP-Studio of Spatial Activities) riflettono sulle loro esperienze nello sviluppo di istituzioni indipendenti. Parlando di modelli educativi, questioni sociali, istituzionali ed estetiche, discutono su cosa significhi essere un educatore in tempi cos\u00ec difficili. 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